18/09/2025
SMA: identificate varianti genetiche rare in pazienti affetti dalla patologia
Uno studio (1) coordinato da Stefania Corti e Dario Ronchi del “Centro Dino Ferrari” dell’Università degli Studi di Milano e del Policlinico di Milano ha identificato e caratterizzato varianti genetiche rare in pazienti con atrofia muscolare spinale (SMA), una grave malattia neuromuscolare che colpisce i motoneuroni.
La ricerca, guidata da Martina Rimoldi – medico genetista del Policlinico di Milano – ha analizzato 149 pazienti con SMA negli ultimi 20 anni, identificando nel 5% dei casi varianti nucleotidiche singole nel gene SMN1 associate a delezione eterozigote. Questa scoperta è particolarmente rilevante nell’era delle nuove terapie per la SMA, poiché la caratterizzazione genetica completa è fondamentale per l’accesso ai trattamenti e per comprendere le variazioni nella risposta terapeutica.
“L’identificazione di queste varianti rare è di cruciale importanza per migliorare la diagnosi e la prognosi dei pazienti con SMA” - spiega Stefania Corti, co-responsabile dello studio. - “Con l’avvento delle terapie innovative come nusinersen, onasemnogene abeparvovec e risdiplam, una diagnosi genetica precisa e tempestiva può fare la differenza nel percorso terapeutico del paziente”.
“Il nostro approccio diagnostico integrato, che combina tecniche quantitative come la PCR real-time e il sequenziamento diretto, rappresenta un cambio di paradigma nelle linee guida attuali” - sottolinea Dario Ronchi, co-coordinatore della ricerca. - “Suggeriamo di considerare l’avvio tempestivo della terapia nei pazienti con delezione eterozigote di SMN1 e fenotipo clinico compatibile, senza attendere il completamento di tutti i test molecolari. È fondamentale sottolineare come al momento i pazienti con varianti rare sfuggano allo screening neonatale con possibili ritardi terapeutici, una necessità che deve essere risolta con analisi complete tempestive in futuro”.
Lo studio ha importanti ricadute terapeutiche. I pazienti con varianti missense come p.(Tyr130Cys) presentano fenotipi più lievi e potrebbero rispondere diversamente alle terapie disponibili rispetto ai pazienti con varianti nonsense. Inoltre, l’identificazione di varianti modificatrici nel gene SMN2, come c.859G>C e c.835-44A>G, permette di:
“Queste varianti modificatrici ci aiutano a comprendere meglio la variabilità fenotipica osservata nei pazienti e possono guidare le decisioni terapeutiche personalizzate” - evidenzia Giacomo P. Comi, direttore del Centro Dino Ferrari, direttore della Neurologia del Policlinico di Milano, ordinario dell’Università degli Studi di Milano. - “La presenza di varianti come c.859G>C in omozigosi può migliorare significativamente la prognosi e influenzare la scelta del trattamento più appropriato”.
Tra i risultati più significativi, lo studio ha identificato pazienti con geni ibridi SMN1/SMN2, una condizione rara che può sfuggire agli screening standard ma che presenta implicazioni terapeutiche specifiche, come dimostrato dalla risposta positiva al trattamento con nusinersen in uno dei pazienti dello studio.
L’importanza dello screening neonatale e della diagnosi precoce
La ricerca sottolinea l’importanza dello screening neonatale per la SMA, già attivo in diverse regioni italiane, e la necessità di implementare approcci diagnostici molecolari avanzati per identificare anche le forme più rare della malattia che sfuggono agli screening tradizionali. La diagnosi precoce è fondamentale poiché:
Lo studio è stato realizzato con il prezioso supporto della famiglia Smaldone, in memoria della Signora Maria Domenica Smaldone, il cui contributo ha reso possibile questa importante ricerca che avrà ricadute concrete sulla vita di molti pazienti affetti da SMA e le loro famiglie.
1. Rimoldi M, Magri F, Meneri M, Gagliardi D, Ada Sansone V, Albamonte E, Ottoboni L, Comi GP, Mercuri E, Tiziano FD, Ronchi D, Corti S. Single Nucleotide SMN1 Variants in a Cohort of Individuals With Spinal Muscular Atrophy. Neurol Genet. 2025 Aug 27;11(5):e200286.

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