04/03/2022
Impatto della pandemia COVID-19 sulle patologie reumatologiche
In occasione del Rare Disease Day Lombardia, evento tenutosi online giovedì 3 marzo e dedicato all’approfondimento del tema delle malattie rare, sono stati presentati i risultati del progetto INSIEME (Impatto psicologico della paNdemIa da coronaviruS covid-19 nei pazIenti con malattiE reuMatichE).
Francesca Anna Ingegnoli, del team di Reumatologia clinica dell’ASST Gaetano Pini-CTO e responsabile del progetto ha dichiarato “Per noi reumatologi è stato fondamentale raccogliere informazioni sull’impatto psicologico dell’emergenza COVID-19 nei nostri pazienti perché questo aspetto influisce notevolmente sulla gestione della malattia”.
I ricercatori dell’Unità Operativa di Reumatologia Clinica dell’ASST Pini-CTO, la Psichiatria della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e l’Università degli Studi di Milano, con la collaborazione di ALOMAR Associazione Lombarda Dei Malati Reumatici onlus, hanno creato un sondaggio anonimo online, con lo scopo di valutare l’impatto psicologico della pandemia nei pazienti con malattie reumatiche.
Dall’analisi del questionario, divulgato attraverso il coinvolgimento di 11 associazioni di pazienti, è stato rilevato un forte impatto psicologico correlato alla pandemia da COVID-19 in termini di stress percepito e potenziale disturbo post-traumatico in particolare tra i pazienti giovani, le donne ed i soggetti in sovrappeso.
In molti casi lo stress ha portato ad un aumento dell’assunzione di farmaci e ha avuto effetti sul ciclo sonno-veglia: il 65,6% dei partecipanti ha riferito di avere avuto difficoltà a mantenere la durata del sonno, il 63,5% ad addormentarsi ed il 29,9% ha riportato esperienze oniriche legate alla pandemia. “Questa survey, pubblicata su Bio Med Central Psychiatry, ci ha permesso di capire come le strategie mirate al supporto psicologico siano importanti per migliorare il benessere dei pazienti con malattie reumatologiche, soprattutto in periodo di emergenza”, ha concluso la prof.ssa Ingegnoli.
Durante la pandemia sia la gestione clinica che quella terapeutica hanno subito una rimodulazione ed il contatto con i pazienti è stato spesso mantenuto telefonicamente ed attraverso strumenti di telemedicina.
“La nostra associazione si è impegnata in un’importante attività di disseminazione e di accompagnamento peer to peer alla digitalizzazione degli associati” ha affermato Silvia Ostuzzi, ALOMAR. “Abbiamo proposto corsi online di yoga, mindfulness e teatro per il mantenimento del benessere psicofisico, ed abbiamo divulgato materiali informativi in stretta collaborazione con gli specialisti del centro”. Questa sinergia si è rivelata vincente in quanto “la percentuale di pazienti in remissione clinica è rimasta invariata nei periodi pre-, durante e post-lockdown” ha concluso la prof.ssa Ingegnoli.

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