La Rivista Italiana delle Malattie Rare

News 2020

Rapporto ISS su malattia di Kawasaki ed infezione da SARS-CoV-2

26/06/2020

Rapporto ISS su malattia di Kawasaki ed infezione da SARS-CoV-2

Il Gruppo di lavoro ISS Malattie Rare COVID-19 ha pubblicato il Rapporto ISS COVID-19 n. 29/2020 - Indicazioni ad interim su malattia di Kawasaki e sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica e adolescenziale nell’attuale scenario emergenziale da infezione da SARS-CoV-2.

Le evidenze scientifiche oggi disponibili indicano che nei pazienti pediatrici l’infezione causata da SARS-CoV-2 si manifesta con un andamento clinico più benigno rispetto all’adulto: i bambini hanno infatti in generale una buona prognosi e la letalità è decisamente inferiore rispetto all’adulto (0,06% nella fascia di età 0-15 anni). Tuttavia, recenti pubblicazioni descrivono una sindrome infiammatoria acuta multisistemica in età pediatrica ed adolescenziale con alcune caratteristiche della malattia di Kawasaki (MK) associate ad altre determinate peculiarità. Ciò ha indotto la comunità medico scientifica ad effettuare studi ed approfondimenti che riguardano sia la definizione dal punto di vista nosologico che gli aspetti assistenziali; inoltre, lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha recentemente pubblicato un Rapid Risk Assessment su questo argomento. Questa sindrome sembrerebbe condividere alcune caratteristiche cliniche, un’aberrante risposta infiammatoria, alcune opzioni terapeutiche (immunoglobuline, steroidi, farmaci anticitochinici) con la MK. Da questa però si distinguerebbe per altre peculiarità, rappresentate da maggiore età dei soggetti colpiti, interessamento multisistemico grave, prevalente interessamento miocardico e/o gastrointestinale. Il Rapporto evidenzia che, al momento, pur in assenza di una definizione di caso condivisa a livello europeo, sia plausibile una correlazione fra infezione da SARS-CoV-2 ed insorgenza della sindrome, pur in presenza di evidenze limitate del nesso di causalità. Sottolinea inoltre l’assenza di forti evidenze epidemiologiche di un incremento dell’incidenza della MK, l’assenza di aumentato rischio di recidiva della malattia, l’assenza di aumentata suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2 in pazienti con pregressa MK durante la pandemia COVID-19.

 


 

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