Il paziente è il secondogenito di genitori sani e non consanguinei. L'anamnesi familiare include casi di distrofia muscolare di Duchenne e sclerosi multipla; presente diabete gestazionale.
Il bambino è nato a 38 settimane con taglio cesareo, presentando una modesta riduzione della circonferenza cranica. A 6 mesi, una valutazione neuropsichiatrica infantile (NPI) ha evidenziato motricità scattosa, lieve rigidità e sospetta microcefalia.
L’ecografia transfontanellare ha rivelato una piccola cisti del plesso coroideo e iperecogenicità bilaterale di un vaso talo-striato. A 10 mesi, la RMN ha mostrato una ridotta rappresentazione della sostanza bianca cerebrale bilaterale, in particolare nelle regioni frontali, con un aspetto dismorfico della regione fronto-basale sinistra, ipoplasia del nucleo olfattorio e cisti millimetriche dei plessi coroidei. A 24 mesi è stata posta diagnosi genetica di sindrome CTNNB1.
A 15 mesi, il paziente ha intrapreso la riabilitazione neuropsicomotoria intensiva. Le valutazioni iniziali e durante i follow-up sono state condotte tramite l’osservazione diretta e l'uso delle scale standardizzate Griffith Mental Development Scale - Extended Revised (GMDS-ER) (Fig. 1) e Gross Motor Function Measure-88 (GMFM-88) (Fig. 2).
Il paziente presentava la maggior parte dei sintomi clinici descritti in letteratura, in particolare: ritardo neuropsicomotorio, iperreattività multisensoriale con startle response (una risposta difensiva involontaria e rapida a stimoli improvvisi e intensi). La valutazione con la scala GMDS-ER indicava un'età equivalente di sviluppo di 6.5 mesi. Il punteggio totale ottenuto dalla somministrazione della scala GMFM-88 è stato del 22.6%.
A livello neuropsicomotorio, si osservavano:
A 27 mesi, la valutazione ha evidenziato miglioramenti significativi. La GMDS-ER indicava un’età di sviluppo di 12 mesi, con un profilo disomogeneo e una caduta significativa nell'area del linguaggio. Il punteggio GMFM-88 è salito al 32%.
In particolare, sono stati osservati i seguenti aspetti:
La sindrome CTNNB1 è una patologia congenita diagnosticata nella prima infanzia, che ha origine da un disturbo dello sviluppo embrionale. La causa genetica è una mutazione con perdita di funzione del gene CTNNB1, situato nel cromosoma 3q22.1, che codifica per la beta-catenina. Questa fa parte del complesso della caderina, essenziale per l'adesione cellulare e cruciale nel sistema nervoso centrale. L'alterazione della beta-catenina causa disfunzioni multisistemiche, con espressione clinica variabile in base alla mutazione.
I sintomi principali includono disabilità intellettiva, ritardo psicomotorio e del linguaggio, anomalie comportamentali (aggressività, disturbi del sonno) e alterazioni del tono muscolare (ipotonia assiale, ipertonia periferica). Frequenti sono anche microcefalia, tratti distintivi del viso (labbro superiore sottile e philtrum lungo e liscio, capelli sottili e chiari e pelle chiara), anomalie visive (strabismo, nistagmo, anisocoria) e startle response.
Il trattamento attuale è clinico-riabilitativo, con un focus sulla riabilitazione di precisione data l'ampia eterogeneità clinica.
Questo caso clinico illustra la complessità della sindrome CTNNB1 e l'importanza di un intervento riabilitativo precoce e individualizzato.
Incentrare l’intervento sulla modifica dello startle response ha permesso di ottenere progressi nello sviluppo motorio, comunicativo e nella regolazione sensoriale e sociale, evidenziando l'efficacia di un approccio multidisciplinare e personalizzato (cliccando qui è possibile accedere al video di approfondimento).
Bibliografia