La Rivista Italiana delle Malattie Rare
Annalisa Scopinaro1, Simona Bellagambi2
1Presidente UNIAMO - Federazione Italiana...

Annalisa Scopinaro1, Simona Bellagambi2
1Presidente UNIAMO - Federazione Italiana Malattie Rare; 2Vicepresidente EURORDIS e Rappresentante per l’estero di UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare
 

COVID-19, cinque anni dopo: lezioni apprese e opportunità mancate
Dalla pandemia lezioni ancora attuali: telemedicina e appalto congiunto europeo restano strumenti chiave per garantire continuità assistenziale e accesso equo alle terapie rare

COVID-19, cinque anni dopo: lezioni apprese e opportunità mancate...

Dalla pandemia lezioni ancora attuali: telemedicina e appalto...

 

Durante la pandemia causata dall’infezione di SARS-CoV-2 l’Istituto Superiore di Sanità e la Federazione UNIAMO hanno lanciato una survey per verificare quali fossero i problemi più sentiti dalla comunità delle persone con malattia rara (PcMR), in seguito ai lockdown ripetuti e alla carenza di personale medico, dirottato nei reparti di emergenza-urgenza.

Il problema principale evidenziato è stato la rinuncia alle terapie ospedaliere (52% dei rispondenti), accompagnato da problematiche sulla continuità assistenziale o terapeutica (46%). La mancanza di consegna a casa o in luoghi più limitrofi alla residenza dei farmaci, l’aumento dello stress e la sospensione pressoché totale di tutti i trattamenti riabilitativi sono stati alcuni degli altri aspetti sottolineati.

Fra gli “effetti” positivi, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha consentito il rinnovo dei piani terapeutici on line, si sono sviluppate spontaneamente modalità di assistenza da remoto (tramite WhatsApp, Zoom o altri sistemi di videoconferenza), altre procedure burocratiche sono state semplificate consentendo una istruttoria a distanza. Buona parte di queste innovazioni è stata però vanificata con il graduale rientro all’ordinarietà, invece di essere mantenuta magari con miglioramenti.

I termini teleassistenza e telemedicina sono stati (ri)scoperti: a questa forma di supporto è stata impressa un’accelerata (1) con una serie di atti formali fino al 2022; questa spinta sembra però essersi attenuata negli ultimi mesi, in attesa della realizzazione di quanto stabilito nei DM che si sono succeduti. Nel Piano Nazionale Malattie Rare, che era in corso di stesura durante la pandemia di COVID-19, è stata sottolineata l’importanza di queste forme di assistenza per la presa in carico della comunità rara, rivedendo la bozza che era stata fino a quel momento elaborata ed introducendo ex novo lo strumento. 

La possibilità di contatto a distanza attraverso questi servizi/prestazioni sarebbe assolutamente necessaria, non solo nei casi di una futura pandemia, ma proprio per una continuità assistenziale più agevole ad una popolazione vulnerabile e spesso con diverse difficoltà e come rappresentanti delle PcMR continueremo a chiedere la loro effettiva attuazione. Anche a livello Europeo EURORDIS ha esortato la Commissione Europea a facilitare questo tipo di prestazione, sollecitando in contemporanea la digitalizzazione delle cartelle sanitarie, pur nel rispetto della privacy della persona.

La pandemia ha sottolineato l’importanza della presa in carico territoriale e di vicinanza, per evitare accessi inutili al pronto soccorso e delocalizzare rispetto all’ospedale il setting di trattamento. Non a caso il PNRR ha previsto, con il DM 77/2022, la possibilità di creare le case e gli ospedali di comunità. Il rapporto Agenas (2) evidenzia come ci sia ancora ampio margine di miglioramento per riempire queste strutture. Fondamentale sarebbe poi il loro collegamento con i Centri di Competenza ed Eccellenza per le MR, che invece al momento non è previsto.

Una ulteriore buona pratica utilizzata durante la pandemia è il sistema di acquisto centralizzato dei vaccini a livello della Comunità Europea, con una centrale unica di committenza (Joint Procurement Agreement). Questo strumento potrebbe essere prezioso se utilizzato per l’acquisto di trattamenti e terapie per le malattie ultrarare, che riguardano poche persone in tutta Europa. Dovrebbe essere migliorato e mantenuto, in alcuni casi anche per poter aver maggior margine di contrattazione con le aziende farmaceutiche e rendere il prezzo di alcune terapie più accessibile anche a paesi con minor potere economico e garantire quindi una maggiore equità di accesso. EURORDIS sta sostenendo da anni questa strategia, che è stata attuata anche in un progetto pilota (Mechanism of Coordinated Access, MoCa) dal Benelux (composto da Stati piccoli): ma è un esempio isolato ancora non sistematizzato.

Su questo tema, a livello europeo, figurano una proposta di appalto congiunto, inserita dal Parlamento europeo nella sua posizione sulla legislazione farmaceutica generale, e la proposta di diversi strumenti di appalto collaborativo per medicinali critici e altri medicinali di interesse comune, inclusa nel nuovo Critical Medicines Act. A sostegno di queste misure si collocano anche due rapporti di rilievo: “Molto più di un mercato”, redatto da Enrico Letta su incarico del Consiglio europeo, che include l’appalto congiunto per alcuni farmaci, come ad esempio i farmaci orfani; e “Il futuro della competitività europea”, elaborato da Mario Draghi, che raccomanda il rafforzamento delle iniziative transnazionali per la determinazione congiunta dei prezzi e il rimborso, nonché la valutazione dell’estensione dell’appalto congiunto ad altri trattamenti ad alto costo. Sarebbe importante quindi che le lezioni apprese durante la pandemia di COVID-19 diventassero una pratica consolidata in grado di sostenere la fluidità dei percorsi delle PcMR e di promuovere un generale miglioramento nell’accesso a competenze, strutture e trattamenti garantendo tempestività ed equità.

 

Bibliografia

  1. Accordo Stato-Regioni del 17 dicembre 2020, con le indicazioni a livello nazionale per l'erogazione delle prestazioni in telemedicina;
    Decreto Ministeriale del 21 settembre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 2 novembre 2022, che definisce i requisiti funzionali e i livelli di servizio per i servizi di telemedicina, fornendo indicazioni alle regioni per l'implementazione;
    Decreto del 29 aprile 2022 del Ministero della Salute, inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che stabilisce un modello per l'integrazione della telemedicina nell'assistenza domiciliare.
    Decreto Ministeriale del 1° aprile 2022, che contiene la ripartizione degli investimenti del PNRR per la telemedicina, destinando risorse alla Piattaforma Nazionale di Telemedicina e ai servizi di telemedicina.
  2. https://www.agenas.gov.it/images/2025/DM_77/Report_nazionale_II_semestre_2024.pdf
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