Vittorio, uomo di 54 anni, presenta una storia clinica complessa caratterizzata da insufficienza renale cronica diagnosticata all’età di 25 anni e trattata con dialisi peritoneale fino al 2004, anno in cui è stato sottoposto a trapianto renale da donatore vivente. Alcuni mesi prima del trapianto renale veniva sottoposto ad intervento di paratiroidectomia per sviluppo di iperparatiroidismo terziario (exeresi di 3 paratiroidi).
Da allora il compenso calcico è stato sempre molto difficile per scarsa tolleranza a integrazione calcio e magnesio per sviluppo di sintomi gastrointestinali invalidanti. Il decorso è stato contrassegnato da episodi ricorrenti di ipocalcemia sintomatica, con necessità di supplementazione endovenosa e ripetuti accessi in day hospital. Nonostante terapia orale massimale con calcio (fino a 8 g/die), calcitriolo e magnesio, tra il 2008 e il 2018 si sono verificati almeno quattro ricoveri per crisi tetaniche.
Dal 2018 è stato posto in terapia con teriparatide 1-34 20 μg sottocute bis in die previo PT elenco 648 (GU 17-8-2017) con beneficio solo parziale: il paziente ha infatti sviluppato lievi reazioni cutanee ad alcune formulazioni proposte e pertanto è stato necessario modificare più volte la prescrizione. Anche in corso di teriparatide 1-34 il compenso è rimasto comunque subottimale, e la compliance terapeutica è stata inficiata dalle reazioni riportate. Vittorio nel 2025 è stato ricoverato per ipercalcemia severa (Ca totale corretto 14 mg/dl) e dopo alcuni mesi per ipocalcemia severa (Ca totale corretto 6.5 mg/dl). Tutto ciò ha avuto un notevole impatto sulla qualità di vita del paziente.
A seguito della recente decisione di AIFA che, nel febbraio 2026, ne ha autorizzato la rimborsabilità per i pazienti adulti con ipoparatiroidismo cronico non adeguatamente controllati dalla terapia convenzionale da teriparatide o con controindicazioni allo stesso, nel marzo successivo Vittorio ha potuto accedere a palopegteriparatide; il trattamento è stato quindi avviato e titolato settimanalmente secondo scheda tecnica. Nel nostro caso, dopo un primo incremento a 21 μg, il dosaggio è stato sempre confermato, la calcemia è rientrata prontamente e stabilmente, in assenza di supplementi di calcio o vitamina D attiva.
L’ipoparatiroidismo (ipoPTH) è una malattia rara causata da un deficit totale o parziale di secrezione di paratormone (PTH). Attraverso la sua azione diretta su ossa e reni e l'azione indiretta sull'intestino, il PTH è il principale regolatore dell'equilibrio calcio-fosforo nell'organismo. L'ipoPTH si caratterizza per ipocalcemia, iperfosfatemia, ridotti livelli di calcitriolo, elevata escrezione frazionata di calcio nelle urine e basso turnover osseo rispetto ai valori normali per età e sesso. Di conseguenza, gli individui con ipoPTH possono manifestare irritabilità neuromuscolare e deficit cognitivi, nonché complicanze renali e calcificazioni extrascheletriche (Fig. 1). Anche la qualità della vita correlata alla salute, la funzionalità fisica e il benessere psicologico possono essere compromessi. In circa il 75% dei casi insorge come conseguenza di interventi chirurgici a carico di tiroide o paratiroidi; l’ipoPTH è considerato permanente quando si protrae per oltre dodici mesi dopo l’intervento chirurgico.
La terapia convenzionale per la gestione dell'ipoPTH include vitamina D attiva e calcio. Secondo le linee guida del 2022 del Secondo Workshop Internazionale, il trattamento con terapia convenzionale è suggerito come terapia di prima linea per aumentare il calcio sierico fino all'intervallo target e alleviare i sintomi dell'ipocalcemia, evitando al contempo l'ipercalciuria per ridurre il rischio di malattia renale.
Sebbene la terapia convenzionale miri ad alleviare l'ipocalcemia e i suoi sintomi, non ripristina la normale fisiologia del PTH ed è associata a complicanze a lungo termine, tra cui nefrocalcinosi, nefrolitiasi e disfunzione renale. Negli anni sono state studiate terapie sostitutive con PTH (1-34 e 1-84), limitate però dalla breve emivita e da un possibile impatto sul rimaneggiamento osseo.
Palopegteriparatide (TransCon PTH) è un analogo del PTH a lunga durata d’azione, progettato per garantire un rilascio graduale di PTH (1-34) tramite una sola iniezione sottocutanea quotidiana, mimando la secrezione fisiologica del PTH. Le principali raccomandazioni terapeutiche prevedono:
Vittorio ha potuto finalmente avviare la prima terapia sostitutiva per l’ipoparatiroidismo con una pronta normalizzazione dei valori di calcemia ed un notevole impatto sulla qualità di vita personale e familiare.
Il caso evidenzia come, nei pazienti con controllo metabolico instabile e scarsa tolleranza alla terapia convenzionale, l’introduzione di un analogo del PTH a lunga durata d’azione possa rappresentare una soluzione efficace per il raggiungimento di un equilibrio clinico stabile.