La Rivista Italiana delle Malattie Rare
Paola Cianci1, Alessandro Cattoni2, Angelo Selicorni1
1UOC Pediatria, Centro Mariani del...

Paola Cianci1, Alessandro Cattoni2, Angelo Selicorni1
1UOC Pediatria, Centro Mariani del Bambino Fragile, Ospedale Sant’Anna, Como; 2Clinica Pediatrica, Fondazione MBBM, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Ospedale San Gerardo, Monza

Significativo arresto della crescita ponderale: non solo genetica
Alla luce della scarsa specificità clinica, la diagnosi di sindrome diencefalica è spesso ritardata. Il caso qui presentato mostra come di fronte a un bambino con significativa deflessione della curva di crescita ponderale, soprattutto in assenza di tratti chiaramente dismorfici o di altre cause organiche apparenti, è importante considerare l’esecuzione di una RMN encefalo.

Significativo arresto della crescita ponderale: non solo genetica...

Alla luce della scarsa specificità clinica, la diagnosi di...

 

La paziente è una bambina che abbiamo conosciuto all’età di 15 mesi, quando è stata inviata in ambulatorio di genetica pediatrica per storia di arresto della crescita ponderale da circa 6-8 mesi. È nata a termine da gravidanza normodecorsa, con crescita intrauterina regolare, peso alla nascita 3,550 kg (> 50° percentile) e buon adattamento alla vita extrauterina. Nei primi mesi di vita è andata incontro a un regolare accrescimento, con raggiungimento del 75-90° percentile sia in peso, che in lunghezza. A partire dagli 8 mesi di vita ha presentato una deflessione della curva di crescita ponderale, fino al di sotto del 3° percentile. L’accrescimento staturale si è mantenuto invece regolare, lungo il 50° percentile. Esami ematochimici di primo livello avevano permesso di escludere una tireopatia, la malattia celiaca, una infezione delle vie urinarie e cause infettive di malassorbimento. Nella norma anche arrayCGH e analisi molecolare per lipodistrofia congenita generalizzata di Berardinelli.

Alla nostra valutazione clinica è stato riscontrato un aspetto distrofico, con tessuto sottocutaneo scarsamente rappresentato, ma normale obiettività neurologica e cardio-toraco-addominale, in assenza di franchi tratti dismorfici o dismetria agli arti.
La bambina è stata inizialmente indirizzata a controlli ambulatoriali seriati, durante i quali è stato registrato un introito alimentare di poco insufficiente, e sotto la guida del nostro servizio di nutrizione clinica, è stata impostata una dieta specifica comprendente delle integrazioni caloriche. Dato l’ulteriore peggioramento del quadro ponderale, associato a rifiuto dell’alimentazione, è stata intrapresa nutrizione enterale con SNG e sono stati ripetuti esami ematici di routine, così come ECG, ecocardiogramma ed ecografia addominale, risultati tutti nella norma. Anche un assessment endocrinologico, comprensivo di TSH/FT4, cortisolo, ACTH, IGF1 e prolattina sono risultati nei limiti.

In considerazione della storia clinica e della normalità degli accertamenti fino a quel momento descritti, prima di procedere con ulteriori indagini genetiche (studio molecolare mirato a lipodistrofie VS whole exome sequencing) è risultato necessario escludere un quadro di sindrome diencefalica. Per tale motivo, è stata eseguita una RMN encefalo, successivamente allargata a midollo, che ha messo in evidenza una voluminosa lesione espansiva (30x37x24mm) a livello di III-IV ventricolo e plurime millimetriche a livello midollare (D6-D7, D9, D4 e D11) (Fig. 1).

L'esame istologico ha posto diagnosi di astrocitoma pilomixoide, e sono stati quindi avviati cicli di chemioterapia con parziale beneficio. Per comparsa di idrocefalo ostruttivo secondario a incremento della lesione principale, la paziente è stata sottoposta a plurimi interventi neurochirurgici per asportazione della stessa, settotomia e posizionamento di derivazione ventricolo-peritoneale. Come conseguenza di tali interventi, il quadro si è complicato con iponatriemia ingravescente associato a poliuria in quadro di cerebral salt wasting syndrome post-chirurgica, che ha necessitato di protratta supplementazione di alte dosi di sodio cloruro prima ev e poi per bocca e stretto monitoraggio del delicato compenso elettrolitico.
Collateralmente, come esito dei plurimi interventi neurochirurgici a coinvolgimento ipotalamico, la bambina ha sviluppato un quadro di ipopituitarismo, con evidenza di ipotiroidismo centrale e deficit di ACTH, che hanno richiesto l’inizio di una terapia sostitutiva ad hoc.

La sindrome diencefalica è una rara causa di scarso accrescimento nella prima infanzia, associata a presenza di neoplasie della regione ipotalamo-chiasmatica quali astrocitoma pilocitico o pilomixoide. Tali tumori, quando associati alla sindrome diencefalica, si presentano di maggiori dimensioni, più aggressivi e ad esordio precoce. Clinicamente si caratterizza per un significativo rallentamento della crescita ponderale fino all’arresto e/o calo ponderale, nonostante un apporto calorico non necessariamente ridotto. Secondariamente alla possibile evoluzione con ipertensione endocranica, si possono associare anche iperattività o irritabilità, difetti del campo visivo, nistagmo, pallore della papilla ottica, vomito o cefalea. Il trattamento è strettamente correlato a quello della neoplasia, i segni e sintomi regrediscono dopo l’asportazione anche parziale. Poiché la resezione completa è generalmente gravata, per sede, da importanti sequele neurologiche ed endocrinologiche, il trattamento può prevedere resezione parziale seguita dal trattamento chemioterapico.

Alla luce della scarsa specificità clinica, la diagnosi è spesso ritardata. Pertanto, di fronte a un bambino con significativa deflessione della curva di crescita ponderale, soprattutto in assenza di tratti chiaramente dismorfici, o di altre cause organiche apparenti, è importante considerare l’esecuzione di una RMN encefalo. In casi come quello qui presentato, inoltre, l’esecuzione di imaging ha permesso di evitare ulteriormente ritardi diagnostici e quindi terapeutici che sarebberoderivati dall'esecuzione di indagini genetiche aggiuntive.

 

Bibliografia

  1. Moreno Villares JM, Fernández Carrión F, Gallego Fernández ME, et al. Diencephalic syndrome: An uncommon cause of malnutrition. An Esp Pediatr. 2002;56:466–71.
  2. Poussaint TY, Barnes PD, Nichols K, et al. Diencephalic syndrome: clinical features and imaging findings. AJNR Am J Neuroradiol. 1997;18:1499–505.
  3. Scalzone M, Coccia P, Ruggiero A, et al. Diencephalic syndrome and brain tumours: a rare cause of growth failure. Eur. J Oncol. 2009;14:00.
  4. Tosur M, Tomsa A, Paul DL. Diencephalic syndrome: a rare cause of failure to thrive. BMJ Case Rep. 2017 bcr2017220171.
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